HANSEL E GRETEL. MANGIADISK, DI SCENA AL TATA’

REDAZIONE 21/01/2017 Commenti disabilitati
HANSEL E GRETEL. MANGIADISK, DI SCENA AL TATA’

Quella casa bianca che. Per “favole&TAmburi”, la rassegna del Crest per tutta la famiglia, domenica 22 gennaio, alle ore 18 al TaTÀ di Taranto, in via Grazia Deledda ai Tamburi, va in scena Hansel e Gretel. Mangiadisk di Francesco Niccolini, regia Enzo Toma, con Alessandra Crocco, Carlo Durante e Silvia Ricciardelli, scene Iole Cilento, assistente alla scenografia Porziana Catalano, assistente alla regia Tonio De Nitto, light designer Marco Oliani, tecnico Mario Daniele, produzione Koreja. Biglietto unico 6 euro. Dalle ore 17, lo staff dello Junior TaTÀ sarà ad attendere il giovane pubblico, coinvolgendolo, gratuitamente, in Aspettando
 gioco, una festosa e qualificata animazione ludica. Info: 099.4707948.

Due fratelli, ormai adulti, tornano nella casa delle vacanze, da una nonna che sta per lasciarli. In quella casa magica di quando erano piccoli vivono paure ed emozioni lontane che rischiavano d’aver perso per sempre. Il tutto grazie a un mangiadischi, ad Hansel e Gretel e a quella nonna fatata. E proprio nella casa della nonna, con il mangiadischi abbandonato lì, la vecchia storia di “Hansel e Gretel” torna ad attraversare le loro vite, anzi la loro notte. Così capita di riscoprire tante cose: prima di tutto che quella fiaba, insieme ai rumori, al buio, alle parole, al vento e a questa strana nonnina, fa ancora paura. Tuttavia il gioco dei ricordi, finalmente, esorcizza quei cattivi pensieri che li hanno accompagnati quando erano piccoli e, nell’ultima notte prima di andarsene, la nonna lascerà in eredità ai due nipoti beni preziosi
 molto preziosi.

Uno spettacolo contro la paura e la solitudine che due bambini possono provare se temono di essere stati abbandonati. Uno spettacolo sul rischio degli equivoci e sul peso delle parole, e su come – talvolta – basti un’ombra per cadere nell’angoscia. Uno spettacolo sullo straordinario potere dell’immaginazione e della musica, che possono salvarti la vita e strapparti dalla paura e dal buio della notte, in nome dell’amore. Uno spettacolo sul tempo che passa, sul rapporto tra fratelli e con una nonna che invecchiando, torna bambina, e puĂČ accadere, stranamente, che i rapporti di cura, di gioco, di tenerezza, tra generazioni ormai lontane si invertano e prendano nuova bellezza


Koreja nasce nel 1985 ad Aradeo, uno dei 99 comuni del Salento, abitando un casale abbandonato denominato “le tre masserie”. Qui svolge una delle piĂč importanti attivitĂ  culturali e artistiche del territorio (rilevanti gli incontri con Iben Nagel Rasmussen, attrice danese dell’Odin Teatret, e con Cesar Brie, attore, regista e drammaturgo argentino). Da qui comincia il percorso teatrale, proponendosi come un centro di produzione, ricerca e promozione teatrale rivolta a un vasto pubblico. Nel 1995 sposta la sua sede a Lecce, ristrutturando una vecchia fabbrica di mattoni che prende il nome di Cantieri Teatrali Koreja, riconosciuto oggi come Centro nazionale di produzione.

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